Ravenna con mio figlio pt.5: un giorno a Ravenna

Ravenna con mio figlio pt.5: un giorno a Ravenna

Mare a parte (se vai al mare ci stai tutto il giorno, tipo: arrivo verso le 8.30 così trovi parcheggio dentro lo stabilimento, prendi ombrellone e due lettini, spalmi crema 50+, gioco all’ombra, gioco in riva, bagnetto esplorativo sulla battigia, pizzetta per merenda, scivoli e altalene, bagno vero e proprio, sonnellino, pranzo, gioco con il vicino di ombrellone che ha un figlio della stessa età, altro bagnetto, altro scivolo, altro sonnellino, poi passeggiata sul molo, aperitivo e fritturina mista, giretto per gelato, poi si addormenta in macchina mentre tornate a casa) Ravenna merita un itinerario giornaliero tutto suo anche per i bimbi.

Uno bello croccante potrebbe essere: colazione light allo Chalet dei Giardini con un po’ di giostre e qualche schizzo alla fontana del parco. Da lì partenza in bicicletta verso la Basilica di Classe (tutta pista ciclabile) con sosta sul ponte a guardare i campi e i pescatori. Arrivati a Classe saluto ai bisonti di Davide Rivalta, poi giretto dentro la chiesa. L’altezza delle navate e i mosaici fanno colpo anche sugli under 3. Segue merenda, portata da casa (yogurt, banana, uva, panino al prosciutto, non necessariamente tutti o comunque non in quest’ordine).

Alternativa giretto in bici: dalla Stazione dei treni al Ponte Mobile, attraverso la Darsena della Città e ritorno, ora con sottopassaggio fresco fresco di graffiti eccezionali.

Ristoranti adatti ai bimbi in centro città: Il Piccolo Artista (Piazza Einaudi, 1) ha una bella saletta con TV (poco importante) e giochi (molto importante!) ma soprattutto lo spazio per giocare. Non è in vista dei tavoli ma è comunque una buona soluzione.

Pomeriggio: se lo gnomo è preso bene con i monumenti allora il Battistero degli Ariani è una bella deviazione, poi eventualmente Mausoleo di Teodorico, il primo gratuito per tutti, il secondo per i minori. Il Mausoleo (con il parco da noi già declamato altrove) può essere inserito nell’itinerario Darsena in bici. Se rimanete in centro città anche le collezioni permanenti al piano terra del MAR sono sempre efficaci. Se il pupo è più grandicello anche i loro laboratori sono molto carini, ma bisogna informarsi prima.

Se invece la creaturina ha bisogno di sgambare un po’ ovviamente ci sono tanti altri parchi utilissimi ma anche il centro città va esplorato. Via Cavour è abbastanza liscia per evitare inciampi catastrofici e ha una serie di piccole corti interne, la più grande delle quali è Corte Cavour, ottimo luogo per una pausa ristoratrice. La fontanella al centro è irresistibile e ad altezza bimbo quindi urge maglietta di ricambio.

Anche Piazza Unità d’Italia è un bel luogo dove giocare: gradoni da scalare, meno biciclette, e anche qui un gelatino lo si gusta volentieri. Poco distanti i portici di Via Mariani e Via Ricci sono un altro teatrino carino anche per giocare a: “Ti prendo!”. La chiesa di San Francesco, lì accanto, oltre alla sua bellezza ha una cripta allagata che i frati riforniscono di pesci rossi, sempre divertenti da far scoprire ai bimbi (facendo loro credere che ci arrivino da soli).

Sera: se ancora avete energia cercate qualche parco aperto o di nuovo giro in centro per gelato. È facile che ci sia qualche evento, magari musicale, che attrae quasi sempre anche i piccolini.

Notte. Sveglia alle 7. Repeat.

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Sono nato nell’anno in cui Gabriel Garcia Marquez vinse il Festival di Sanremo, Riccardo Fogli segnò un gol incredibile alla Germania nella finale dei Mondiali e Marco Tardelli si aggiudicò il Nobel per la Letteratura. Mezzo Romagnolo (la parte di sopra) e mezzo Toscano (sotto) ho studiato Cinema e Letteratura, tra Bologna e Torino, ho vissuto a Madrid e Edimburgo, ho fatto il giostraio e l’insegnante, sono uno scout, non sono battezzato, sono un improvvis-attore e ho suonato in un gruppo punk. Oggi scrivo e mi occupo di video. Ho una moglie e un figlio che contemplo e ammiro. Viva i biscotti e la cedrata.