Ravenna Artigianato 2.0: Panebarco & C.

Ravenna Artigianato 2.0: Panebarco & C.

Prima c’erano i CD-ROM, negli anni ’90, anzi prima ancora c’era la matita, negli anni ’70 e ’80. Poi Daniele Panebarco” il disegnatore più basso del mondo” fonda la Panebarco & C, una ditta di famiglia casa-e-bottega che invade lo studio di via Molino. Per fare cosa? Per usare i computer (iniziavano allora ad entrare nelle case) e raccontare storie, giochi, avventure, in maniera multimediale e interattiva (quando queste parole erano agli albori e avevano un senso forte). Si inizia con il catalogo Junior della De Agostini, poi il cd-rom lascia posto a internet e la P & C si adegua alla rete.

Gli anni 2000 sono quelli del 3D e delle piattaforme in tempo reale. Tanti progetti per la navigazione interattiva di musei, monumenti, siti archeologici; lavori per ministeri, enti pubblici, fondazioni, privati.

Il secondo decennio del millennio porta in direzione dei clip video, quindi spot, infografiche, videoclip, animazioni 3D, videogiochi, il tutto confezionato da Daniele, ma soprattutto dai suoi tre figli. È così che Ravenna e artigianato si uniscono al mondo digitale, creando nuove idee, immagini e storie.

Marianna, la figlia maggiore, è il general manager, ma non diremmo che è il capo (il comandante, o meglio “la bussola” resta sempre Daniele, anche se vuol far credere che non sia così). Ad ogni modo è l’ambasciatrice, ma anche faccendiera, oltre che madre, membro del gruppo di lavoro Ravenna2019 e diverse altre cose.

Matteo, il secondogenito, è modellatore 3D e regista, animatore e grafico. Da qualche tempo vive in Francia, sotto i Vosgi, dove guarda tanto cinema (ma poco quello italiano), e dove si è creato una piccola tana da orso (perché è così che lo descrivono).

Camilla, e fanno tre. Programmatrice “finissima” e regista apprendista, non ama alzarsi presto la mattina ma lavora fino a tardi, fino a quando ce n’è. È la più piccola, in tutti sensi, ma è in buona compagnia. In studio lavora accanto al padre. Le loro conversazioni (accese, profonde, a volte surreali) sarebbero da registrare, ma spesso mi dimentico di farlo.

Dallo studio poi passa, come è giusto che sia, una miriade di personaggi, amici, disegnatori, programmatori, fumettisti, scrittori, cuochi, artisti, pensatori. Insieme si crea, si immagina il futuro (al momento si lavora molto su una app per fumetti…), si trasforma in lavoro ciò che sono le vocazioni di una vita, che poi era il desiderio di Daniele fin dall’inizio.

Ah, al gruppone aggiungerei anche mamma Lucia, che non ha una scrivania in via Molino, ma di sicuro è il collante della famiglia, quindi anche della ditta, dato che da una famiglia (allargata )è composta. Forse è lei il vero capo dopotutto…

Info: www.panebarco.it

Author

Sono nato nell’anno in cui Gabriel Garcia Marquez vinse il Festival di Sanremo, Riccardo Fogli segnò un gol incredibile alla Germania nella finale dei Mondiali e Marco Tardelli si aggiudicò il Nobel per la Letteratura. Mezzo Romagnolo (la parte di sopra) e mezzo Toscano (sotto) ho studiato Cinema e Letteratura, tra Bologna e Torino, ho vissuto a Madrid e Edimburgo, ho fatto il giostraio e l’insegnante, sono uno scout, non sono battezzato, sono un improvvis-attore e ho suonato in un gruppo punk. Oggi scrivo e mi occupo di video. Ho una moglie e un figlio che contemplo e ammiro. Viva i biscotti e la cedrata.