A spasso con E.T. – un progetto di mappatura dei luoghi naturali

A spasso con E.T. – un progetto di mappatura dei luoghi naturali

“E.T. – L’extraterrestre” è un film di fantascienza che uscì per la prima volta negli Stati Uniti l’11 giugno del 1982 (Steven Spielberg lo girò quando ancora non ero nemmeno fra i progetti dei miei genitori).

Come tutti sanno, la pellicola racconta dell’amicizia fra il tenero alieno E.T., dimenticato per errore sulla Terra, ed il piccolo Elliot.

Attraverso una serie di rocambolesche avventure, E.T. riuscirà a ricongiungersi ai suoi simili grazie all’aiuto del bambino e dei suoi amici.

Piccole curiosità: il presidente Reagan e la first lady Nancy rimasero molto commossi dalla pellicola, così come Lady D. François Truffaut mandò addirittura un telegramma a Spielberg per congratularsi con lui dell’ottima riuscita del film.

Mio fratello, classe 1973, se lo ricorda bene, E.T.: lo vide per la prima volta al cinema.

Io, invece, a distanza di 32 anni da quel giugno del 1982, ho pensato di portarlo con me durante un’escursione a Balze di Verghereto.

E se pensate, come al solito, che stia delirando, sappiate che posso spiegarvi tutto!

E.T. è il nome che io e due amici abbiamo affibbiato ad uno zainetto. “Uno zainetto?!”, starete pensando. Sì, proprio così: uno zainetto!

Ma non uno qualsiasi: stiamo parlando dello zainetto tecnologico di “Trail Me Up”.

Ok, facciamo un piccolo passo indietro e cerchiamo di capire meglio le cose: “Trail Me Up” è un servizio che permette di visitare virtualmente delle mete raggiungibili solo a piedi, come ad esempio sentieri sperduti, vette e riserve naturali.

La mappatura dei luoghi naturali avviene grazie ad uno zaino dotato di un sistema di acquisizione fotografica a 360 gradi collegato ad un GPS e ad un sistema di alimentazione esterno.

Ogni 10 secondi, le 6 fotocamere scattano una foto al panorama circostante.

Una volta acquisite le immagini, si passa alla successiva fase di post produzione in cui si lavora per montare tutti i fotogrammi accumulati durante la cosiddetta “mappatura” effettuata in loco: in altre parole, le immagini vengono georeferenziate ed elaborate in maniera tale da ricreare l’ambiente virtuale.

È come se lo zainetto registrasse i sentieri, una sorta di Google Street View naturalistico!

Come è già facile intuire, il servizio offerto da “Trail Me Up” consente all’utente di osservare e di studiare preventivamente un ipotetico percorso che vorrebbe compiere in futuro, o magari anche solo di curiosare in giro per il mondo, alla volta di luoghi incantevoli e sperduti.

Questa bellissima idea nasce dalla mente innovativa del geologo Fabio Zaffagnini, fondatore di “Trail Me Up”, originario di Fusignano (Ravenna) e proveniente dal mondo della ricerca presso il CNR di Bologna.

Il team di menti che c’è dietro a questo progetto è composto anche da Gabriele Garavini (informatico e co-fondatore), Erida Rembeci (responsabile marketing e responsabile organizzativo), Francesco Russo (responsabile commerciale) ed Enrico Serra (responsabile comunicazione e community management).

Come è ovvio che sia, “Trail Me Up” ha suscitato e continua a suscitare molto interesse.

mappatura dei luoghi naturali

E c’è da dire che questi ragazzi sono davvero una fucina di idee: uno dei progetti in via di sviluppo è “Il Giro d’Italia in 80 sentieri“, un viaggio alla scoperta della penisola italiana attraverso la mappatura di 80 sentieri (il tutto reso possibile da centinaia di volontari che, come durante una staffetta, si passeranno di mano in mano uno degli zainetti di Trail Me Up, ciascuno avente il nome di un grande esploratore).

Ed è con grande orgoglio che vi dico una cosa: anch’io rientro fra coloro che hanno utilizzato lo zainetto tecnologico di Fabio e del suo team!

Insieme a due amici, ho mappato un percorso presso Balze in un caldo pomeriggio d’agosto di qualche settimana fa (prestissimo pubblicheremo lo street view di quell’escursione. Quindi, mi raccomando, tenetevi pronti!).

Visitando il sito www.trailmeup.com scoprirete, inoltre, che i luoghi finora mappati sono davvero numerosi, sia in Italia che all’estero.

Il pomeriggio che abbiamo trascorso insieme ad E.T. è stato molto piacevole, e “lui” ha dimostrato tutta la sua efficienza: ogni 10 secondi sentivamo la sua vocina, un sottile “bip bip” di sottofondo che ci rassicurava riguardo il suo operato (ricordandoci che se c’era qualcuno che stava lavorando, in quel momento, quello era proprio lui, con i suoi 6 occhi fotografanti).

Ora che vi ho stuzzicato per bene con tutte queste informazioni, non resta che lasciarvi la curiosità di capire meglio di cosa si tratti…

Un giorno, quando meno ve lo aspetterete, magari mentre starete facendo colazione, gli occhi ancora mezzi stropicciati e assonnati, accenderete il computer, vi collegherete a DiRavenna e…troverete lo street view di un luogo naturale, vicino a Ravenna, che proprio non vi aspettate.
Parola di storyteller!

 

E come si dice in Romagna…

“E’ vó’pöc’acqua int e’ bë’ “ (“Vuole poca acqua nel vino”) – si dice di persona molto decisa che sa esattamente ciò che vuole e bada al sodo.

Author

Un termine che mi descriva al 100%? Multitasking. Sono solita dividermi fra una moltitudine di attività: lavoro, scrittura, progetti di qualsiasi natura, allenamenti in bici, in poche parole: non sto ferma un attimo, non ne sono capace! Adoro mettermi alla prova, fare mille cose diverse e ricercare tutto ciò che stimola la creatività. Laureata in Scienze Naturali e in Ecologia Applicata, dopo alcune esperienze lavorative all’estero e il conseguimento della qualifica di Tecnico Ambientale, ho deciso di vivere e di lavorare nella mia città natale, Ravenna. Di cosa non posso fare a meno? Degli affetti sinceri, di una sana risata e di una connessione Wi-Fi che mi consenta di scrivere sul mio blog…e adesso anche su DiRavenna!