Le dune di Ravenna

Le dune di Ravenna

Sono più di trent’anni che vivo a Ravenna e non so quante volte ho percorso lo stradello della pineta di Marina Romea per fare una corsa, per arrivare ad uno stabilimento balneare o solamente per passeggiare durante un caldo pomeriggio d’estate. Posso dire di conoscerla quasi a memoria. Quasi.

In una calda domenica estiva, percorrevo la pineta nell’ora della siesta, nel faticoso tentativo di addormentare mia figlia nel passeggino (un’abitudine condivisa da molti papà, con cui ci si scambia solitamente un’occhiata di fraterna intesa all’atto dell’incrociarsi sul sentiero).

A missione compiuta, avviatomi sulla strada del ritorno in direzione del mio stabilimento balneare, ho imboccato quello stesso vialetto che ho percorso migliaia di volte. All’improvviso, una curva insolita, straniera, mai notata prima. Titubante, ho proceduto comunque, pur accorgendomi che il tragitto durava più del solito: è ufficiale – penso – mi sono perso. Deciso a non farmi prendere dal panico (chi si potrà mai perdere in pineta a Marina Romea?), ho scelto di proseguire con curiosità. E Il mio coraggio è stato premiato.

Inaspettatamente, Davanti ai miei occhi si è rivelato un paesaggio che non avrei mai immaginato: una grande distesa di dune ricoperte di verde decorate da qualche alberello e, sullo sfondo, il blu intenso del mare che a confondersi con il cielo. Un posto segreto, che non andrebbe mai svelato.

Ma se proprio insistete: in un giorno di sole, dalla “Baracchina del fritto” di Porto Corsini prendete il vialetto della pineta e proseguite verso Marina Romea per almento cinquecento metri, fino all’incrocio di un sentiero dove ci sono cinque radici di pino intrecciate;  girate a destra, fate qualche passo, copritevi gli occhi con le mani e poi lentamente toglietele: il paradiso vi attende lì, di fronte a voi.

 

Author

Sono nato a Bologna nel 1978, ma vivo a Ravenna da sempre. Di professione sono Architetto, quando non disegno fotografo e cerco quell’istante che coglie l’emozione. Amo il molo di Marina di Ravenna nelle calde notti d’estate, piazza del Popolo la domenica mattina, il fruscio delle foglie dei platani di parco Pasolini, le urla della ricreazione nei giardini delle scuole, le prove dei concerti, i trucioli sul banco del falegname, i nonni che giocano a bocce ed il parmigiano sui cappelletti.