Ammutinamenti 2014

Ammutinamenti 2014

Organizzato dall’Associazione Cantieri, faro della danza contemporanea a Ravenna, con le sue 16 candeline spente, è ormai un festival “post-adolescente” ed è rivolto soprattutto ai giovani, protagonisti assoluti dei lavori che verranno presentati, ma anche fruitori e divulgatori, attraverso i laboratori Training Days (per imparare a organizzare un festival), Ammutinamenti Blog (di scrittura), e Corpogiochi Off (per bambini e adulti insieme).

Basta entrare all’Almagià in questi giorni per rendersene subito conto: a cominciare dalla flessuosa musa bruna Tiziana Bolfe, danzatrice e coreografa con l’architettura nel cuore, che porta i ragazzi del Balletto di Toscana a danzare sulla sabbia e sull’acqua, a rotolarsi sui pilastri di mattoni e sui pavimenti ruvidi per imparare a sentire le superfici e ad interpretarle, protagonista di Darsena Dance Raids, la prima sezione di festival che ha aperto lo scorso sabato.

L’evento ha avuto inizio domenica 14 con il coreografo Giulio D’Anna, che ha presentato un toccante lavoro ispirato al Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria mentre oggi si potrà assistere a CollettivO CineticO con i suoi scatenati adolescenti.

Oltre ai Raids, l’altro pilastro del festival è la Vetrina della Giovane Danza D’autore, di scena nel week-end dal 19 al 21 settembre: un progetto che dà opportunità concrete alle compagnie emergenti non sostenute da contributi ministeriali, favorendone la circuitazione e la mobilità.

Bene: tutto questo potrebbe sembrarvi di nicchia, se non lo avete mai seguito Ammutinamenti. Invece la cosa sbalorditiva è che, se venite a vedere, vi accorgerete che la Darsena di Ravenna, il cuore d’acqua della città, è tutta un brulicare di curiosi: non semplici spettatori, ma attori del festival. C’è chi si perde nelle mostre e nei mercatini dedicati al riciclo, chi si butta in una performance, chi fa mille foto ai danzatori che non sono più distanti – da veri “ammutinati” del palcoscenico – ma in mezzo alle persone.

E potrete sentirli quasi respirare, mentre vi accorgerete che la danza contemporanea è cosa per molti.

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Nata sorridendo, e in ritardo, nel novembre ’76: da allora mai stata puntuale e sempre di facili entusiasmi. Cresciuta tra salsedine e fili d’erba, ho cominciato a scrivere da piccolissima, leggendo il Resto del Carlino del nonno e i fumetti nelle scatole dei Puffi da collezione. Oggi lavoro nei musei, ma non ho mai smesso di scrivere. Sono laureata in Conservazione dei BC (Storia Contemporanea) e ho una specializzazione in Didattica e Comunicazione. Adoro le arti, gli scorci inconsueti, i giardini incolti, i ruderi, i personaggi assurdi e gli oggetti del passato che hanno una storia da raccontare. Vivo in una mansarda bianca e rossa e ho imparato, dai miei gatti, a scendere dal divano solo per ottimi motivi.