La spiaggia di Ravenna in tempi molto vintage

La spiaggia di Ravenna in tempi molto vintage

Chissà, magari anche nei nostri mari è esistito un Capitan Jack Sparrow (ok, d’accordo, magari non sarà stato affascinante quanto Johnny Depp, che, voglio dire, per noi donne è una garanzia da decenni)…

Pensate che stia delirando? Beh, sappiate che sto per farvi ricredere!

Ve lo dico io…e ve lo conferma anche lo scrittore Eraldo Baldini, dal quale ho attinto le informazioni che state per leggere.

Forse non tutti sanno che il mare romagnolo ha ospitato per davvero la figura del pirata.

Questa è una delle ragioni per le quali, un tempo, le nostre spiagge erano luoghi inospitali, oltre che difficili da raggiungere. Fino alla metà dell’800, per di più, le coste ospitavano moltissime pozze malariche ed erano popolate principalmente dai pastori e dalle marinerie di pescatori.

Le figure dei pirati e dei corsari sono state presenti per molti secoli, nei nostri mari, ed hanno avuto un certo peso. A questo proposito, è bene fare una distinzione: mentre i pirati erano ladroni, i corsari erano autorizzati dal proprio governo ad attaccare le imbarcazioni dei Paesi avversari.

Gli anni importanti della pirateria “nostrana” iniziano dalla fine del ‘400 e terminano ai primi dell’800, un periodo di attacchi furiosi e inaspettati: i fuorilegge del mare catturavano le barche commerciali e assalivano le coste per risalire le foci dei fiumi, entrare nell’entroterra, derubare gli abitati o le fattorie e rapire le persone.

Simpatici, non è vero? Simpaticissimi.

Fu solo nel 1830, dopo la fine dell’epoca della pirateria nell’Adriatico e nel Mediterraneo, che i nostri lidi riuscirono finalmente a dare il via a nuove attività. Una di queste è quella balneare.

E allora…avanti tutta, che la movida abbia inizio!

Il primo stabilimento balneare italiano nacque a Rimini nel 1843: non era altro che un capannone di legno posto su alcune palafitte immerse in mezzo metro d’acqua, con due cabine, alcune botole e qualche scaletta per scendere in acqua senza mostrarsi eccessivamente.

Scordatevi l’esistenza di qualsiasi forma di happy hour, miei cari, e anche i campi da racchettoni e da beach volley. Qui ci si immergeva senza farsi scrutare dall’altro sesso. Ed era già tanto che i costumi di allora scoprissero un tratto di coscia!

ricordi di mare - Ravenna

Ah, altra cosa: c’era la spiaggia per gli uomini e quella per le donne. Così, giusto per incentivare le relazioni interpersonali.

Nel 1872 nacque il secondo stabilimento balneare d’Italia. E sapete dove? A Porto Corsini.

Una curiosità: le prime imbarcazioni che consentivano di navigare verso i lidi erano le cosiddette “batane” a fondo piatto, operative dal 1 luglio al 10 agosto (era questa, un tempo, la stagione balneare), e venivano trainate, per mezzo di corde, da cavalli o da bovini posti lungo le sponde. Immagino che i fruitori del servizio dovessero essere persone molto pazienti…e che si partisse da Ravenna con largo anticipo!

Con il progresso, gli animali da traino furono sostituiti dapprima da due rimorchiatori e, successivamente, dai vaporetti.

Le batane in servizio a Ravenna, nell’800, erano quattro, ed esistono diverse fonti bibliografiche che le descrivono quali mezzi lenti, scomodi e poco ben tenuti.

Altra curiosità: nel borgo San Biagio di Ravenna c’era un signore che noleggiava un ciuchino per andare al mare e, a fianco dell’animale, aveva posto un cartello con la scritta: “Somaro fidato!”. Un po’ come a voler garantire che il mezzo di trasporto avesse superato il collaudo (sia mai che venisse qualche controllo!).

Nell’800 si andava al mare soprattutto per mangiare e un po’ meno per condurre la vita da spiaggia.

Fu solo dopo gli anni della Grande Guerra che nacque la vera e propria cultura balneare, così come siamo stati abituati a pensarla attraverso le fotografie del tempo.

La partenza di tutta la famiglia verso il luogo di villeggiatura, in macchina o in treno, era diretta ogni anno, per il 90% delle volte, verso la medesima località della costa adriatica (non a caso, Mina cantava: “Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare”) per raggiungere gli amici del mare, i bagnini 100% latin lover e i fusti della domenica con i costumi extra-large in tessuto e l’occhio languido.

Questa era la vita da spiaggia di un tempo. E quella stessa spiaggia continuiamo ad amarla tutt’oggi.

 

E come si dice in Romagna…

“A t’al lichê e’ bò?” (“Ti ha leccato il bue?”) – Si usava porre questa domanda in tono scherzoso a chi si presentava pettinato e impomatato di tutto punto, con i capelli tanto lisci da dare l’impressione di essere stati aggiustati, diciamo così, da un colpo di lingua bovino.

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Author

Un termine che mi descriva al 100%? Multitasking. Sono solita dividermi fra una moltitudine di attività: lavoro, scrittura, progetti di qualsiasi natura, allenamenti in bici, in poche parole: non sto ferma un attimo, non ne sono capace! Adoro mettermi alla prova, fare mille cose diverse e ricercare tutto ciò che stimola la creatività. Laureata in Scienze Naturali e in Ecologia Applicata, dopo alcune esperienze lavorative all’estero e il conseguimento della qualifica di Tecnico Ambientale, ho deciso di vivere e di lavorare nella mia città natale, Ravenna. Di cosa non posso fare a meno? Degli affetti sinceri, di una sana risata e di una connessione Wi-Fi che mi consenta di scrivere sul mio blog…e adesso anche su DiRavenna!