Dora Markus, la donna del mistero di Marina

Dora Markus, la donna del mistero di Marina

Cosa c’entrano una galleria d’arte, una donna dall’identità sconosciuta, un famosissimo poeta, un mosaicista e una piazza?

Il tratto comune è Marina di Ravenna, il luogo sognato e il luogo reale, e i protagonisti sono: la Galleria FaroArte, gestita dall’Associazione Capit e dalla Pro Loco di Marina, la donna che si cela dietro il nome di un’altra donna – Dora Markus –, Eugenio Montale, Felice Nittolo e la piazza dedicata alla Markus nel 1998.

Se ne parla grazie a una mostra, pensata dall’artista Felice Nittolo proprio per Marina di Ravenna, ispirata alla figura femminile cantata da Montale nella poesia scritta a più riprese tra il ‘26 e il ’36 ed entrata nella raccolta Occasioni.
Ma chi era questa conturbante musa di inizio Novecento?

Ce ne ha parlato Pericle Stoppa, presidente di Capit e abbiamo scoperto che… la sua fama è legata proprio al suo mistero. Dora infatti non era Dora. Della vera Markus, Montale conobbe solo le belle gambe, mostrate in foto da un amico. Ma l’occasione fu perfetta per indirizzare versi struggenti alla sua vera amante, di cui nascose l’identità dietro a questo nome, una donna che secondo alcuni aveva origini ebree e che ad un certo punto della storia emigrò negli Stati Uniti. Se ne continuò a parlare a lungo, proprio perchè i due amanti portarono il segreto con loro nella tomba.

Fu dove il ponte di legno
mette a Porto Corsini sul mare alto
e rari uomini, quasi immoti, affondano
o salpano le reti. Con un segno
della mano additavi all’altra sponda
invisibile la tua patria vera.
Poi seguimmo il canale fino alla darsena
della città, lucida di fuliggine,
nella bassura dove s’affondava
una primavera inerte, senza memoria.

E qui dove un’antica vita
si screzia in una dolce
ansietà d’Oriente,
le tue parole iridavano come le scaglie
della triglia moribonda […]

Montale immagina di incontrare a Marina di Ravenna la sua “Dora” (Marina fino al 1930 era parte di Porto Corsini, poi la parte destra del paese cambiò nome), sulla palizzata allora di legno; la darsena “lucida di fuliggine” allude all’Almagià, ai tempi ancora un magazzino dello zolfo, mentre la “triglia moribonda” era sicuramente in vendita al mercato del pesce.

E Nittolo, artista noto a livello internazionale e ricercatore di nuove forme espressive nel campo del mosaico contemporaneo, per la sua mostra, sceglie proprio un percorso scandito dalla memoria di acqua, esperienze, visioni estetiche e poetiche.

Dora Markus rientra in questo ripensare e ripensarsi attraverso l’arte e il mosaico, attraverso una relazione che dura da anni ed è arrivata a diventare un’autentica dimensione esistenziale, fatta di avventura, curiosità, sperimentazioni e innesti coraggiosi e affascinanti

dichiara l’artista di Capriglia Irpina e di consolidata adozione ravennate che, anche i non appassionati d’arte conoscono per aver deliziosamente ricoperto di mosaico una Fiat 500.

Informazioni

È possibile visitare la mostra fino al 17 agosto, poi la galleria proseguirà i lavori con altre esposizioni legate ad artisti ravennati – sia storicizzati, che emergenti – come da sua mission, da tre anni a questa parte, quando ha alzato il sipario.
Il prossimo appuntamento sarà il 23 agosto con “Atelier d’artista. Il Premio Marina 2014”.

Per altre info visita il sito www.capitra.it

Author

Nata sorridendo, e in ritardo, nel novembre ’76: da allora mai stata puntuale e sempre di facili entusiasmi. Cresciuta tra salsedine e fili d’erba, ho cominciato a scrivere da piccolissima, leggendo il Resto del Carlino del nonno e i fumetti nelle scatole dei Puffi da collezione. Oggi lavoro nei musei, ma non ho mai smesso di scrivere. Sono laureata in Conservazione dei BC (Storia Contemporanea) e ho una specializzazione in Didattica e Comunicazione. Adoro le arti, gli scorci inconsueti, i giardini incolti, i ruderi, i personaggi assurdi e gli oggetti del passato che hanno una storia da raccontare. Vivo in una mansarda bianca e rossa e ho imparato, dai miei gatti, a scendere dal divano solo per ottimi motivi.