Ravenna: ieri, oggi e domani.

Ravenna: ieri, oggi e domani.

La cultura romagnola è strettamente legata alla tradizione contadina.

Semmai dovesse capitarvi di parlare con un signore ravennate, state pur certi che vi racconterà qualche aneddoto a proposito delle nostre campagne. Perché [tweetherder]Ravenna profuma di grano e di sangiovese.[/tweetherder]

Entrambi i miei genitori, ad esempio, provengono dal forese.

Se parlaste con mio padre vi direbbe subito che lui, in mezzo al grano, ci andava di nascosto, quando ancora era ragazzo, per sbaciucchiare in santa pace le ragazze.

Mia madre, invece, tutte le volte che da bambina ne combinava una finiva sempre a correre in mezzo ai campi, inseguita dai miei nonni materni. Ovviamente era una lotta ad armi impari perchè riusciva sempre a seminarli (chissà come mai?).

Una volta, dopo un litigio in famiglia, super mamma Lucia ebbe la brillantissima idea di tagliare con le forbici tutte le viti dei filari di famiglia. Mi sa tanto che quella volta dovette correre come un fulmine per riuscire a sfuggire all’ira funesta dei miei nonni!

Ravenna ha una tradizione fatta di colori, di sapori, di locali che profumano di antico e di persone che si conoscono da sempre.

Un aspetto tipico delle realtà a misura d’uomo è sicuramente quello di passeggiare in centro e di sentire echeggiare dei “Ciao!” un po’ da ogni dove.

Per restare in tema con la passeggiata in centro, ci sono le immancabili tappe fisse per il saluto: per quanto mi riguarda, un pit stop obbligatorio lo riservo sempre ad Annalisa Patuelli, una delle due proprietarie del 124 Corso Cavour, vicino a Porta Adriana.

Un altro saluto d’obbligo va sicuramente al signor Dante, simpaticissimo cameriere del ristorante La Gardèla, in pieno centro storico. Tutte le volte che ci incrociamo, finiamo sempre con l’inscenare un piccolo teatro comico.

E poi saluto le ragazze di Scout, gli amici dell’emeroteca, i ragazzi del Caffè Ponte Marino e gli amici del kebab da asporto di via IV Novembre, i gentili angeli custodi che mi salvano tutte le volte che nel mio frigo regna il deserto dei tartari.

Ravenna è certamente un simbolo della cultura contadina, del buon cibo e delle chiacchiere in riva al mare, ma è anche una città in movimento, aperta al mondo, in cui, grazie all’arte e al cuore della gente che ci abita, si incontrano e si mescolano colori, saperi e tradizioni nuove…e anche nuovi modi di vedere la città.

Per capire come Ravenna si stia via via aprendo al mondo, mi sono recata presso l’associazione Villaggio Globale, in via Venezia 26 a Ravenna. Questa organizzazione no profit si è costituita nel 1999 ed è impegnata sui temi del consumo alternativo, del risparmio etico e del commercio equo e solidale.

Le persone che ho incontrato sono state Andrea Caccìa, che è il presidente della Cooperativa Sociale Villaggio Globale (nata dall’associazione), e Margarita Sanchez, un’operatrice colombiana che ha collaborato per una decina d’anni insieme alla suddetta associazione.

Sedendomi con loro e ascoltandoli parlare, scopro che [tweetherder]Ravenna è davvero una realtà in movimento[/tweetherder].

Andrea mi racconta dei primi progetti nelle scuole elementari, condotti nel 2000 in tutta la provincia di Ravenna e oltre, per promuovere l’apertura alle diverse culture. Uno di questi prendeva il nome di “Progettare e vivere il/nel Villaggio Globale”, in cui diverse persone di altri Paesi raccontavano le loro esperienze di vita alle classi. Il progetto è stato finanziato dalla Provincia di Ravenna fino a 2 anni fa e ha coinvolto quasi 10.000 bambini.

Un altro progetto recente, realizzato in partnership con università e associazioni di minoranze linguistico-culturali in Italia e in Slovenia, è “Eduka”.

Dice Andrea:

“A Ravenna abbiamo lavorato nelle scuole medie. Attualmente, nelle classi si incontrano sempre di più ragazzi figli di immigrati nati in Italia. Rispetto a qualche anno fa, le scuole sono molto più competenti sulle questioni inerenti l’immigrazione e il multiculturalismo”.

E mi racconta del quartiere della stazione e del lavoro di CittA@ttiva, il centro di mediazione sociale in via Carducci 14 che Villaggio Globale gestisce per il Comune dal 2007.

Inizialmente la situazione non era affatto delle migliori, i residenti avevano grande timore nei confronti dei gruppi di immigrati che vivevano nella zona.

Ora sembra che le cose stiano migliorando, anche grazie ad un maggior contatto diretto fra le persone, ad esempio collaborando in attività civiche che abbattono una parte di diffidenza e di timore iniziali. Non tutti i problemi sono stati risolti, certamente, ma ogni volta che persone di diversa cultura e un po’ diffidenti le une verso le altre si incontrano, si conoscono e fanno cose insieme, un po’ di timore “cade” in virtù di una maggiore comprensione e accettazione.

Quando mi rivolgo a Margarita, scopro di avere davanti una persona molto solare e simpatica.

Trasferitasi in Italia 16 anni fa per amore, mi racconta di come la sua esperienza ravennate sia passata attraverso l’inserimento a scuola della figlia, oggi ormai adulta.

Margarita mi racconta di aver sempre cercato una mediazione fra le due culture, quella colombiana e quella italiana. Le difficoltà iniziali non sono mancate, le persone erano molto più diffidenti rispetto ad oggi.

Tuttavia, credo che il suo carattere molto solare e gentile sia piaciuto subito al popolo ravennate, facilitandole il suo percorso di integrazione.

Oggi Margarita si sente pienamente a proprio agio in terra romagnola. Ama molto Ravenna e la trova incantevole.

Di cosa non può fare a meno? Del mare. Le piace soprattutto il mare con la nebbia e con la neve. E le navi da crociera che approdano ai lidi ravennati.

Insomma, tutto questo per dire che la bella Ravenna ha un cuore pulsante fatto di colori, di profumi, di risate in Piazza del Popolo, di musica lungo la spiaggia e di chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino in uno degli stabilimenti balneari della nostra riviera.

Ma è anche una città che sta integrando nuove tradizioni e nuovi punti di vista, cercando di stare al passo con i tempi che cambiano e senza dimenticare un aspetto fondamentale: le proprie origini.

Ravenna ieri oggi e domani - childhood friend

 

E come si dice in Romagna…

“I zùvan bsógna tnëdri” (“I giovani devono essere seguiti”) – E’ un suggerimento per i genitori di tenere controllate le abitudini dei figli, cosa non sempre facile…

Author

Un termine che mi descriva al 100%? Multitasking. Sono solita dividermi fra una moltitudine di attività: lavoro, scrittura, progetti di qualsiasi natura, allenamenti in bici, in poche parole: non sto ferma un attimo, non ne sono capace! Adoro mettermi alla prova, fare mille cose diverse e ricercare tutto ciò che stimola la creatività. Laureata in Scienze Naturali e in Ecologia Applicata, dopo alcune esperienze lavorative all’estero e il conseguimento della qualifica di Tecnico Ambientale, ho deciso di vivere e di lavorare nella mia città natale, Ravenna. Di cosa non posso fare a meno? Degli affetti sinceri, di una sana risata e di una connessione Wi-Fi che mi consenta di scrivere sul mio blog…e adesso anche su DiRavenna!