Raccontare Ravenna

Raccontare Ravenna

La Nuova Darsena era stipata di gente, che attendeva da ore l’arrivo del corteo. Turisti e cittadini, passanti e curiosi, avevano occupato ogni centimetro di asfalto, ogni gradino; altri se ne stavano affacciati alle finestre delle case e degli alberi delle vicinanze.
La prima nave fece capolino dall’ansa del canale intorno alle venti. Precedeva le altre due di alcune decine di metri e puntava, senza fretta, verso la banchina galleggiante disposta in fondo al bacino d’acqua.
Una figura imponente emerse dal ponte e si fermò all’inizio della passerella, osservando la folla sottostante.
Era un uomo, sul capo portava un berretto cremisi, sotto il braccio reggeva un pesante manoscritto e la sua fronte era cinta da una lucente corona d’alloro. Era Dante Alighieri.

(da Ravenna, finalmente!, Fernandel 2011)

Ogni anno, per sei anni, dal 2009 al 2014, Giorgio Pozzi (ovvero il signor Fernandel) ha messo insieme un gruppo di giovani scrittori ravennati (di nascita o di adozione) per realizzare un libro, un romanzo collettivo, che parlasse della città.

I ragazzi e le ragazze, appassionati e talentuosi, quasi mai editi e quasi mai conoscenti, hanno dato vita di volta in volta a personaggi e intrecci di storie sempre su, attorno ma soprattutto dentro Ravenna.

Il lavoro non è stato facile (lo so per esperienza diretta!), ma le cose belle non sono mai facili, e comunque ogni gruppo ha una sua storia e una sua vita propria. Il risultato è assai interessante, se non altro unico. Alla fine di questi sei anni (il progetto per ora è terminato, ma chissà…) l’insieme di tutte le pagine restituisce una visione della città e delle sue diverse anime davvero emozionante. Volevo evitare in tutti i modi la parola “mosaico”, ma alla fine è questo che è il progetto Raccontare Ravenna. Basta anche solo mettere tutte le copertine vicine e il risultato è notevole. Ma andiamo con ordine.

Byron a pezzi

Il primo anno, con la cura di Gianluca Morozzi, gli otto autori hanno portato alla luce “Byron a Pezzi”, storia di un George Byron moderno che torna in città per riscoprire le sue origini (e influenzare una mezza dozzine di vite altrui).

La città dei fossili

Poi è stata la volta di “La città dei fossili”, anche questa volta con otto autori, che fa scontrare la stratificazione millenaria di Ravenna all’esuberanza del circo itinerante, e di un giovane acrobata turco.

Per pagare Caronte

Nel terzo volume, “Per pagare Caronte”, entrano in scena gli scavi archeologici di Classe, i quali diventano una soglia ancestrale che collega passato e presente, un luogo da attraversare, lasciando un obolo al Traghettatore, affinché conduca i personaggi ad una nuova vita.

Quello era il luogo che Marta preferiva, un enorme albero che sorgeva nel cortile della basilica di San Vitale e gettava la sua ombra fin sul Mausoleo di Galla Placidia. Rifugio di moltissimi gatti, era anche il luogo di ritrovo del loro gruppo di amici. Era bellissimo vederlo cambiare con il susseguirsi delle stagioni, tutto verde in primavera e in estate, poi calpestare le foglie in autunno e lanciarsele. Anche se il Platanone era talmente grande e frondoso che non perdeva mai tutte le foglie: ce n’erano sempre alcune irriducibili che rimanevano attaccate ai rami, sfidando persino la neve.

(da Un buon motivo per restare, Fernandel 2014)

Ravenna finalmente

“Ravenna, finalmente!” è la quarta opera. I sei autori immaginano Ravenna nel 2019, anno in cui sarà Capitale Europea della Cultura, anno di grandi opportunità ma anche di rese dei conti. Un giovane rugbysta che non sa se partire, una ravennate convertita all’islam, una madre che ricorda una triste storia del porto, poi una coppia nascente, una ragazza intraprendente, un turista americano sperduto e perfino… Roberto Benigni.

Il cielo sopra Ravenna

Quinto anno: “Il cielo sopra Ravenna” parla sopratutto di integrazione. Un ragazzo emarginato, un regista giapponese che vuole raccontare la storia della città con i manga, lavoratori stranieri alle prese con le loro speranze. Una Ravenna inedita, una città che sfugge e da cui si fugge, impegnata nella sua sfida più difficile: imparare dagli altri a conoscere se stessa.

Un buon motivo per restare

L’ultimo episodio è “Un buon motivo per restare”, presentato a maggio dagli amici di Liberamente Libri. Tutti se ne vanno o se ne vogliono andare, la casa è stretta, le strade sempre quelle, gli amori non sbocciano. E invece… Gli amici, certi angoli magici, l’arte, del buon vino, possono fare la differenza. E farci scoprire che in fondo quello che cerchiamo è sempre stato qui.

Peccato solo che per ora non vi siano altre pagine da leggere…. Per ora…

Gli autori di Ravenna scrivono su Ravenna

 

Author

Sono nato nell’anno in cui Gabriel Garcia Marquez vinse il Festival di Sanremo, Riccardo Fogli segnò un gol incredibile alla Germania nella finale dei Mondiali e Marco Tardelli si aggiudicò il Nobel per la Letteratura. Mezzo Romagnolo (la parte di sopra) e mezzo Toscano (sotto) ho studiato Cinema e Letteratura, tra Bologna e Torino, ho vissuto a Madrid e Edimburgo, ho fatto il giostraio e l’insegnante, sono uno scout, non sono battezzato, sono un improvvis-attore e ho suonato in un gruppo punk. Oggi scrivo e mi occupo di video. Ho una moglie e un figlio che contemplo e ammiro. Viva i biscotti e la cedrata.