Luoghi nascosti pt.3: gli scavi di San Severo

Luoghi nascosti pt.3: gli scavi di San Severo

Una volta Classe era una città molto grande, è stata un porto militare importantissimo, sede di vescovi, palazzi e grandi chiese. Una di queste è la chiesa si San Severo, che fu vescovo a Ravenna nel IV secolo.

A pochi passi dalla ferrovia che porta da Ravenna a Classe, in mezzo ai campi agricoli un tempo vicino al mare e custodi di chissà quante rovine, un gruppo di studenti e docenti dell’Università di Bologna lavora tutte le estati per riportare alla luce gli antichi splendori del passato.

Ogni anno infatti, per un paio di mesi, decine di ragazzi si alternano nei lavori, scavando con cura, catalogando, provando a capire come poteva essere una volta questo luogo, chi ospitasse, che evoluzione abbia avuto.

Una parte del sito oggi è coperta, una parte all’aria aperta e chissà quanto ci sarebbe da scoprire attorno se solo ci fossero più tempo e più soldi. Ma anche così lo spettacolo è notevole e lo è anche pensare che presto tutto questo farà parte di una parco archeologico, che comprenderà l’ex Zuccherificio di Classe, quasi pronto ad ospitare i pavimenti, gli oggetti e tutto ciò che è stato rinvenuto negli scavi.

Per il momento però il sito è chiuso (ma in realtà non è così vero: i ragazzi guidati da Enrico Cirelli e Debora Ferreri sono sempre molto disponibili ad accogliere e raccontare), e ci concediamo un assaggio di che cosa c’è e che cosa vi accade…

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Sono nato nell’anno in cui Gabriel Garcia Marquez vinse il Festival di Sanremo, Riccardo Fogli segnò un gol incredibile alla Germania nella finale dei Mondiali e Marco Tardelli si aggiudicò il Nobel per la Letteratura. Mezzo Romagnolo (la parte di sopra) e mezzo Toscano (sotto) ho studiato Cinema e Letteratura, tra Bologna e Torino, ho vissuto a Madrid e Edimburgo, ho fatto il giostraio e l’insegnante, sono uno scout, non sono battezzato, sono un improvvis-attore e ho suonato in un gruppo punk. Oggi scrivo e mi occupo di video. Ho una moglie e un figlio che contemplo e ammiro. Viva i biscotti e la cedrata.