La clavi-viola di Leonardo da Vinci

La clavi-viola di Leonardo da Vinci

Ho sempre pensato che se chiedessimo ad un albero cosa vorrebbe diventare, risponderebbe: un violino.

Marco Minnozzi fa questo nella sua bottega di via de’ Tomai 3, scopre strumenti musicali nelle tavole di abete rosso della val di Fiemme e acero dei Balcani. La sua bottega è un incanto: strumenti ad arco in fase di restauro o in costruzione, in attesa di essere suonati nuovamente o per la prima volta. E poi lime, scalpelli, sgorbie. Non un trapano elettrico. Solo strumenti a mano come la “maniera” impone, meticolosamente ordinati sul piano di lavoro.

Marco è un liutaio plurititolato conosciuto a livello internazionale; come tutte le persone di grande talento, di lui ti conquistano l’umiltà e la semplicità con le quali ti racconta le cose straordinarie che crea. Raramente ho incontrato persone come lui.

Non esita un istante a ringraziare i suoi maestri (Renato Scrollavezza, Vahakan Nigogosian, Giancarlo Guicciardi, Horacio Pineiro, René Morel, Giampaolo Savini, Ansaldo Poggi), quelli che gli hanno insegnato il mestiere.

Ma la sua bravura ed il suo talento lo hanno portato anche oltre il creare strumenti apprezzati in tutto il mondo, riuscendo dove altri prima avevano fallito: il foglio 93r del codice Atlantico descrive uno strumento musicale ideato nel 1493 da Leonardo da Vinci, dagli studiosi ribattezzato “clavi-viola” e considerato un vero rompicapo per il suo ignoto funzionamento.

Fino al giorno in cui Edoardo Zanon, Marco Minnozzi e Pino Zampiga (un tornitore “geniale” della nostra città) sono riusciti a ricostruirlo, presentando così nel novembre 2009, in anteprima mondiale, il primo modello funzionante di clavi-viola alla mostra newyorkese “Leonardo da Vinci’s Workshop” e successivamente al Castello Sforzesco, a Milano.

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Informazioni

Bottega: Via de’ Tomai 3, Ravenna
Sito web: www.marcominnozzi.com
eMail: marcominnozzi@gmail.com

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Author

Sono nato a Bologna nel 1978, ma vivo a Ravenna da sempre. Di professione sono Architetto, quando non disegno fotografo e cerco quell’istante che coglie l’emozione. Amo il molo di Marina di Ravenna nelle calde notti d’estate, piazza del Popolo la domenica mattina, il fruscio delle foglie dei platani di parco Pasolini, le urla della ricreazione nei giardini delle scuole, le prove dei concerti, i trucioli sul banco del falegname, i nonni che giocano a bocce ed il parmigiano sui cappelletti.