Storie di piadina: il chiosco di Daniele Scarpellini

Storie di piadina: il chiosco di Daniele Scarpellini

Quando parliamo di Piadina (quella con la “P” maiuscola) spesso non pensiamo che dietro a questo prodotto ci sia un vero universo.

Possiamo parlare di piadina industriale o piadina artigianale, piadina sottile o piadina grossa; se siete disorientati e non sapete da dove partire per comprendere qual è la vostra preferita cominciate da via Canale Molinetto 9 a Ravenna dove troverete il chiosco di Daniele Scarpellini.

Già la mamma, Terzina, era piadinara e nel 1965 aprì il primo chiosco di Ravenna che ora ha ereditato il figlio (l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di attività).

Daniele custodisce gelosamente i segreti tramandatigli dalla mamma così come gelosamente conserva ancora i suoi mattarelli di legno sotto al banco; a guardarlo mentre lavora sembra tutto semplice, ma dietro ogni gesto c’è tutta la sua esperienza.

Io personalmente lo ritengo un vero artista, e la vena artistica non manca di certo in casa sua: la mamma piadinara, la figlia cantante lirica e la moglie decoratrice.

La ricetta: acqua, farina, lievito, un pizzico di bicarbonato e strutto sapientemente dosati, vengono impastati e stesi con un tradizionalissimo mattarello in legno di faggio proprio come quello della Terzina. Messa a cuocere su una piastra in terracotta è pronta in pochi minuti.

Se vi è rimasto ancora qualche dubbio in proposito a chiosco di Daniele Scarpellini, beh, sappiate che la fama della piadina di Daniele ha varcato le frontiere nazionali grazie ad un servizio pubblicato dalla BBC.

Author

Sono nato a Bologna nel 1978, ma vivo a Ravenna da sempre. Di professione sono Architetto, quando non disegno fotografo e cerco quell’istante che coglie l’emozione. Amo il molo di Marina di Ravenna nelle calde notti d’estate, piazza del Popolo la domenica mattina, il fruscio delle foglie dei platani di parco Pasolini, le urla della ricreazione nei giardini delle scuole, le prove dei concerti, i trucioli sul banco del falegname, i nonni che giocano a bocce ed il parmigiano sui cappelletti.