25 anni di Ravenna Festival: spettacolo, emozioni, persone

25 anni di Ravenna Festival: spettacolo, emozioni, persone

Il Ravenna Festival compie un quarto di secolo e, per questa occasione speciale, oltre a seguire gli spettacoli per non perdere i nostri artisti preferiti , abbiamo fatto un’incursione (quasi senza preavviso!) negli uffici in pieno fermento, per “pizzicare” nel vivo del lavoro i volti che “fanno il festival”: non quelli famosi delle star che vengono a Ravenna, ma il diligente staff “dietro le quinte” della Fondazione Ravenna Manifestazioni che si impegna tutto l’anno per realizzare anche il programma delle stagioni teatrali.

Alcuni erano fuori sede per incontri e riunioni, ma molti erano lì, con una mano sul telefono e l’altra sul mouse, per le scale con una pila di poster da consegnare in fretta e, soprattutto, impegnati a non perdere l’equilibrio in un tagadà di stringenti scadenze.

Ravenna Festival 2014

Anche quest’anno, dall’apertura con la rigorosa Svetlana Zakharova, si sono succeduti a Ravenna nomi eccellenti, in felice rappresentanza di tutte le discipline artistiche: la commovente Alessandra Ferri,  i maestri Nagano e Temirkanov, lo strepitoso Claudio Bisio di pochi giorni fa, tutti uniti dal richiamo al tema della Grande Guerra, a cento anni esatti (oggi!) dall’attentato di Sarajevo che scatenò la più tragica e sublime mattanza fino ad allora mai vista.

Ed ora che siamo nel pieno del programma, ci piace parlare di due imminentissimi appuntamenti musicali DA NON PERDERE che, messi insieme, suonano come il sacro e il profano, o le due facce bicolore dei Ringo: Vinicio Capossela – il ritorno – e il Maestro Muti.

Domenica 29 giugno Vinicio Capossela, torna a suonare dopo l’intenso concerto alla Pineta Micoperi di qualche giorno addietro e si ripresenta con La Banda della Posta per emozionarci con canzoni di frontiera, d’anarchia e di guerra, “ma tutte da ballare” (nella splendida sede di Palazzo San Giacomo a Russi, ore 21.30).

Definito il ‘migrante’ della musica, un anno fa è tornato a Calitri (in provincia di Avellino dov’è nato suo padre) e ha recuperato un pittoresco complesso di anziani musicisti che dagli Anni ’50 suonava polke, valzer e mazurke ai matrimoni, e si ritrovava

“davanti alla posta nel pomeriggio assolato. Montavano la guardia alla posta, per controllare l’arrivo della pensione. Quando l’assegno arrivava, sollevati, tiravano fuori gli strumenti dalle custodie e si facevano una suonata. Il loro repertorio fa alzare i piedi e la polvere e fa mettere ad ammollo le camicie sui pantaloni. Ci ricorda cose semplici e durature”.

E noi aspettiamo il poeta vagabondo, con i suoi musicisti “coi capelli bianchi ed energia da vendere”, per vedere dal vivo le sue favole rocambolesche, disegnate nell’aria a colpi di note, nell’eleganza di campagna della più bella villa russiana.

Vinicio Capossela e la Banda della Posta. Ph. Paolo Soriani

Vinicio Capossela e la Banda della Posta. Ph. Paolo Soriani

Sul maestro Riccardo Muti, poi, si potrebbero scrivere libri e non si finirebbe ancora, ma un episodio su tutti, in questo frangente, ci emoziona:

“il 1 luglio 1990, sono da poco passate le nove di sera e la sua bacchetta si leva tra le antiche mura veneziane della Rocca Brancaleone: risuona il primo movimento, Adagio – Allegro spiritoso della Sinfonia n. 36 in Do maggiore K 425 di Mozart, conosciuta come Sinfonia Linzer”: è lì che nasce il Ravenna Festival.

Lunedì 30 giugno,  al Palazzo Mauro de André, torna Muti con la grande musica sinfonica e una dedica speciale a Claudio Abbado. Reduce dalla tournée in Giappone con i complessi del Teatro dell’Opera di Roma, con lui ci sarà la “sua” orchestra “Luigi Cherubini” che compie dieci anni, insieme all’Orchestra Giovanile Italiana e a un talentuoso, giovane musicista: il pianista francese David Fray.

E aprirà proprio Fray con il Terzo concerto in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven, in cui il compositore impresse uno dei suoi temi più plastici e incisivi.

Completa il programma una delle sinfonie più amate di Pëtr Il’ič Čajkovskij, la Quinta in mi minore op. 64, una partitura dall’identità tragica in grado di soggiogare l’ascoltatore fin dal primo ascolto.

Leggi il Programma completo del Ravenna Festival 2014

Author

Nata sorridendo, e in ritardo, nel novembre ’76: da allora mai stata puntuale e sempre di facili entusiasmi. Cresciuta tra salsedine e fili d’erba, ho cominciato a scrivere da piccolissima, leggendo il Resto del Carlino del nonno e i fumetti nelle scatole dei Puffi da collezione. Oggi lavoro nei musei, ma non ho mai smesso di scrivere. Sono laureata in Conservazione dei BC (Storia Contemporanea) e ho una specializzazione in Didattica e Comunicazione. Adoro le arti, gli scorci inconsueti, i giardini incolti, i ruderi, i personaggi assurdi e gli oggetti del passato che hanno una storia da raccontare. Vivo in una mansarda bianca e rossa e ho imparato, dai miei gatti, a scendere dal divano solo per ottimi motivi.